Forme di consacrazione

DIVERSI MODI PER DEDICARE LA PROPRIA VITA A DIO

Sono consacrati quei laici o chierici che assumono i consigli evangelici per mezzo di un vincolo sacro, diventando membri di un Istituto di vita consacrata (can. 573 § 2).

Gli Istituti di vita consacrata sono società ecclesiastiche erette, approvate e sapientemente organizzate dalla Chiesa per mezzo di una adeguata legislazione generale e particolare (Regole, Costituzioni, Statuti) perché possa in esse sufficientemente e ufficialmente professarsi lo stato della vita di consacrazione (can. 576).

Istituti religiosi

  • VITA RELIGIOSA MASCHILE

    La vita consacrata religiosa maschile si distingue nelle due forme di vita monastica in clausura e di vita apostolica nel mondo. I numerosi Ordini, Congregazioni e Istituti religiosi maschili, che lo Spirito Santo ha suscitato nel corso della storia della Chiesa, ancora oggi si pongono a servizio di Dio e dell’uomo secondo l’ispirazione e l’intuizione profetica dei loro Santi fondatori. I consacrati nella vita apostolica vivono la loro missione nella terra di origine o in altri paesi del mondo offrendo a Dio, insieme alla preghiera, il servizio agli uomini e alle donne del loro tempo mediante l’accoglienza dei poveri e degli ammalati, nell’insegnamento e nella cura dei giovani e in tutte le forme di ministero sacerdotale richieste loro dalla Chiesa locale.

  • VITA RELIGIOSA FEMMINILE

    La vita consacrata è un dono di Dio alla chiesa e al mondo. Frutto della ricchezza dello Spirito Santo, che ha ispirato migliaia di fondatori e fondatrici, la vita consacrata esprime la bellezza e la grazia di una vita interamente donata a Dio e ai fratelli mediante i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza, che trovano la loro ragion d’essere nella vita e negli insegnamenti di Cristo Gesù. Facendo professione pubblica dei consigli evangelici la donna consacrata entra nel cuore stesso della Chiesa, in unione con l’unico Sposo divino. Pertanto la vita consacrata è una vita di amore incondizionato, di coraggio insperato, di profezia attuata nella preghiera, nella fraternità, nell’apostolato. Nelle molteplici forme e nei diversi volti che ha assunto nel corso della storia, la vita consacrata femminile testimonia la potenza dell’amore di Dio per l’umanità, con una vita spesa nel quotidiano, a volte nascosto, ma sempre prezioso servizio che salva, rigenera, trasforma l’intera umanità innamorandola alla sublime grandezza di Dio e accompagnandola nel cammino verso il Regno dei cieli come segno sicuro della sua presenza nel mondo.

Istituti secolari

Siamo laiche e laici consacrati, e anche sacerdoti, che vivono una dedizione totale a Dio, mettendosi a servizio dei fratelli, rimanendo pienamente inseriti nel mondo e nella sua storia.

Manteniamo un certo riserbo sulla nostra consacrazione per favorire, con la testimonianza, la possibilità di avvicinarci a tutti con il dialogo e poter entrare in ogni ambiente. Viviamo da soli, in famiglia o in piccole comunità. Ciò che ci anima è la forza del Vangelo e il messaggio delle Beatitudini.

 La nostra vocazione ci chiama:

  • a vivere guardando al mondo con simpatia, impegnati a costruire con “passione” la “città dell’uomo” dal di dentro raggiungendo anche le periferie esistenziali del mondo di oggi;
  • ad essere e operare dentro tutte le forme della realtà  condividendo fatica, difficoltà e responsabilità di ogni donna e di ogni uomo per scoprire insieme i semi di vangelo già presenti;
  • a portare luce e speranza nella società, in particolare a coloro che sono alla ricerca di un senso al loro vivere .  

Società di vita apostolica

Le Società di vita apostolica, chiamate prima, nel Codice di diritto canonico del 1917, "Società di uomini o di donne che vivono in comune senza voti", sono così definite nel can. 731 § 1 e 2 del Codice promulgato nel 1983:

"Accanto agli Istituti di vita consacrata ci sono le Società di vita apostolica i cui membri, senza voti religiosi, perseguono il fine apostolico proprio della Società e, conducendo vita fraterna in comune secondo un proprio stile, tendono alla perfezione della carità mediante l'osservanza delle costituzioni. Fra queste vi sono Società i cui membri assumono i consigli evangelici con qualche vincolo definito dalle costituzioni".

San Filippo Neri può essere considerato come il padre delle Società di vita apostolica maschili, quali noi oggi le conosciamo, e San Vincenzo de' Paoli quello delle Società femminili.

Le Società di vita apostolica possono essere clericali o laicali, maschili o femminili.

Vita monastica

La vita monastica è antica: la si trova in ogni epoca e in ogni religione. Nella versione cristiana il monachesimo, pur essendo una ricerca della sapienza, è più un’intensificazione delle implicazioni del battesimo: Cristo è la vera sapienza e lo si cerca mediante le discipline spirituali della lectio divina, della preghiera, della santificazione delle ore e dello spazio, del servizio fraterno.
Il monachesimo cristiano trova le sue radici nel Nuovo Testamento e nello spirito eroico dei martiri dei primi secoli. Ci sono diversi modi di vivere la vita monastica, ma nell’occidente il patriarca del monachesimo è San Benedetto (secolo VI); egli scrisse la regola più importante, che ha avuto un influsso su ogni forma successiva di vita consacrata. Oggi ci sono molte comunità di monaci e di monache in tutto il mondo, dedicate alla ricerca contemplativa di Dio, ma flessibili riguardo al lavoro e agli impegni di servizio, che con tale ricerca sono compatibili.

Vita eremitica o anacoretica

I primi Eremiti nel deserto erano i laici. In quei tempi non esisteva una vita consacrata come la si conosce oggi. Volevano seguire Cristo e vivere una “forma di vita evangelica” senza fare compromessi. Nel deserto ebbe inizio una forma di vita consacrata che era eremitica. Gli Anacoreti si ritirarono in zone ancora più deserte di quelle degli Eremiti. Con il tempo prese anche vita la forma di vita religiosa comunitaria. E pian piano furono fondati comunità religiose in tutto il mondo, ma anche eremi, tutto grazie all'amore e fervore di grandi personaggi, di grandi uomini di Dio, che si ebbero donati a Dio, che ebbero seguito l'amato sposo che li chiamò di venire nel deserto.

Ordine delle vergini

L’Ordo virginum (Ordine delle vergini) è la più antica forma di consacrazione della donna nella Chiesa, riscoperta dopo il Concilio Vaticano II con la promulgazione del nuovo Rito, il 31 maggio del 1970, e la ritrovata possibilità di consacrare, nel seno della Chiesa locale, donne che restano nel proprio ordinario contesto di vita.

È una forma di vita consacrata caratterizzata dalla consacrazione, da parte del Vescovo del proposito di verginità e dalla dedicazione alla Chiesa locale. Una consacrazione definitiva, solenne e pubblica, vissuta nel contesto della spiritualità della Chiesa particolare e delle normali condizioni di vita del popolo di Dio

Lo specifico della verginità consacrata è la «sponsalità», che «acquista il valore di un ministero al servizio del popolo di Dio e inserisce le persone consacrate nel cuore della Chiesa e del mondo» (Rito della consacrazione delle vergini, Premessa).

Il radicamento diocesano rende la vergine consacrate attenta alle varie necessità della Chiesa locale che, a partire dalla propria Parrocchia, si mette a disposizione con i propri doni, anche senza svolgere un apostolato specifico.

Le consacrate vivono ‘stili’ vocazionali diversi, ma accomunati dallo stesso ‘ministero’ del vivere il dono della offerta totale al Signore nella verginità e della dedicazione a servizio della Chiesa, a nome e all’interno del popolo di Dio, nelle normali condizioni di vita della gente.

Ordine delle vedove

Nella Diocesi di Roma è stato istituito l’Ordo Viduarum, al quale appartengono le vedove che intendono permanere per sempre nello stato di vita vedovile e che «…mediante il voto di castità perpetua quale segno del Regno di Dio, consacrano la loro condizione per dedicarsi alla preghiera e al servizio della Chiesa» (Cfr. Vita Consecrata, n.7).

Tra le spose cristiane il cui matrimonio è sciolto per la morte dello sposo alcune sono chiamate a consacrare la loro vedovanza affinché, come “continuazione della vocazione coniugale” (GS n. 48), essa diventi dono e segno del secolo futuro.

Come il Sacramento delle nozze rende gli sposi icona dell’amore nuziale di Cristo Sposo per la Chiesa sua Sposa, amore che è per sempre, così la vedovanza, vissuta nella fedeltà e nell’attesa del Regno messianico si trasforma e sublima in una forma di nuzialità nuova. Se il matrimonio è stato vissuto in Cristo, nella luce della fede, noi sappiamo che la morte non interrompe questo amore che si rivolge più direttamente e intensamente a Dio, in cui lo sposo terreno già riposa e di cui, in vita, è stato segno e richiamo.

Laici e laiche consacrati

I laici consacrati sono persone che pur non essendo sacerdoti si sentono chiamate a una consacrazione sponsale a Dio, e per rispondervi ed essere totalmente disponibili si legano ai consigli evangelici della povertà, dell'obbedienza e della castità.

Possono vivere in un istituto di vita religiosa – colloquialmente verrebbero chiamati religiosi o religiose, ad esempio domenicani, clarisse… -, in un istituto secolare, in una società di vita apostolica, nell'ordine delle vergini o possono anche non appartenere ad alcun “gruppo” e vivere soli o con la propria famiglia, avendo formalizzato la loro consacrazione ad esempio con il proprio vescovo.

Nuove forme di vita consacrata

Il fenomeno delle nuove forme di vita consacrata (NFVC) affonda le sue radici nel grande invito al rinnovamento della vita consacrata venuto dal Concilio Vaticano II. Sono quelle modalità di sequela Christi che non rientrano in nessuna forma di vita consacrata già riconosciuta dalla Chiesa (ovvero istituti religiosi, secolari, società di vita apostolica, vita eremitica, vergini consacrate, individuali o associate). La loro originalità è nel fatto che si tratta di gruppi composti da uomini e donne, da chierici e laici, da coniugati e da celibi che seguono un particolare stile di vita, talvolta ispirato all'una o all'altra forma tradizionale o adattato alle esigenze della società di oggi. Proprio quest'ultimo aspetto aiuta a comprendere la natura di queste realtà, che va cercata nell'azione dello Spirito che distribuisce nuovi carismi a uomini e donne del nostro tempo, perché diano vita a istituzioni rispondenti alle sfide di oggi, istituzione che non sono alternative alle forme storiche di consacrazione, ma semmai si pongono in rapporto di complementarità rispetto ad esse.

UFFICIO PER LA VITA CONSACRATA
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