Santa Pasqua 2020

Santa Pasqua 2020

Ai consacrati e alle consacrate della Diocesi di Roma

Carissimi,

vi scrivo – da casa – gli auguri di una Santa Pasqua 2020 che ricorderemo per tutta la vita.

Siamo in quarantena, tutti!

Le nostre case, accoglienti, in questi giorni di “clausura forzata” a causa della pandemia virale, in alcuni momenti le sentiamo prigioni. Siamo tutti un po’ costretti, bloccati, inattivi … ma quanta Carità fraterna deborda dalle nostre dimore!

Intanto siamo i più fortunati di tutti: abbiamo Gesù in casa nelle nostre Cappelle. La S. Eucarestia – in questi giorni più adorata e contemplata – ci ha suscitato creatività e tenerezza verso tutti i nostri fratelli che sono nel mondo.

Molti ci hanno chiesto di ricordarli nelle nostre preghiere e di offrire le loro lacrime nelle Messe che noi abbiamo l’opportunità e la fortuna di celebrare “a porte chiuse”, ma col cuore spalancato!

Le nostre braccia paterne e materne, anche se non possono intrecciarsi né scambiarsi la pace, si allargano a tutte le famiglie della società, a tutti i poveri, a tutte le persone sole e soprattutto malate!

Mai abbiamo sperimentato in modo così concreto la Fraternità e Prossimità della nostra vita consacrata!

Mai fatta una Quaresima verso la Pasqua così evangelica: piangiamo con chi piange, soffriamo con chi soffre, cantiamo - magari dai balconi – con chi canta e anche se distanti, perché dobbiamo rimanere in casa, mai siamo stati così Vicini a tutta l’umanità che geme. La “Chiesa in uscita”, così cara a Papa Francesco, ha trovato in questi frangenti una Vitalità di tenerezza, espressa da noi tutti, davvero creativa e pasquale per “gridare dai tetti l’Amore che non può essere rinchiuso”!

Sì! È vero: la vita di Cristo Crocifisso e Risorto non può essere messa sotto chiave; anche se costretta “ai domiciliari” essa esplode e attraversa le porte e le mura; l’attenzione di chi ama raggiunge con ogni mezzo il fratello che ha bisogno!

E se in queste Domeniche abbiamo ascoltato Gesù che ci dava l’Acqua Viva che ci fa Persone-Sorgenti (Samaritana) e che ci apriva gli occhi donandoci la Luce della Vita Nuova (cieco nato), a me sembra che il Vangelo della Risurrezione di Lazzaro (V Domenica di Quaresima) ci sveli pienamente la nostra profonda dimensione di Persone Consacrate!

Lazzaro è l’Amico di Gesù.

Gesù ama Lazzaro … ma alla sua maniera.

Gesù sa che il suo amico è malato … ma non corre da lui, anzi dice: “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la Gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato” (Gv. 11,4).

Ogni consacrato è l’“Amico di Gesù”. Ognuno di noi sa quanto Gesù lo ami! Eppure la Vita Consacrata è “malata”, molto!

Qual’è la pandemia spirituale che la sta inaridendo, svuotando?

Gesù piange e si commuove profondamente per il suo Amico; tutto il mondo constata: “Guarda come l’amava!”

L’Amicizia vera si esprime nell’identificazione; la Vita Consacrata è la stessa vita di Gesù, la vita che lo incarna ancora oggi e lo fa identificare anche nell’umanità attuale.

Non può finire! Come non può morire l’Amico di Colui che è “la Risurrezione e la Vita”.

Al grido di Gesù: “Lazzaro, vieni fuori!” l’Amico dietro la pietra non può non rispondere e Torna a Vivere. “Scioglietelo e lasciatelo andare!”: è il comando di Gesù che vede nel suo Amico più caro quella Risurrezione che il Padre donerà a lui Vittima pasquale dopo la Passione e la Morte.

Sì, Vita Consacrata, esci dalla malattia e dalla morte che stai sperimentando!

Rimira in volto il Cristo che ti chiama e ti chiede di somigliarGli senza difetti!

Vieni fuori dalle pandemie della mondanità spirituale, dell’egoismo autoreferenziale e del pessimismo sterile che ti lega con bende di morte!

Sciogli ogni legame col mondo di quaggiù e lasciati attrarre verso la libertà dalla Grazia e dalla Bellezza dello Sposo!

Salverai te stessa e … salverai il mondo!

Risorgerai e per mezzo di te il Figlio di Dio sarà glorificato!

 

E tu, Gesù, Amico vero, realizza tutto questo COL TUO COMANDO!

 

Recita così la Liturgia orientale della Settimana Santa che inizia proprio col Sabato di Lazzaro:

 

“Mi hai richiamato dalle profondità dell’Ade

oh Salvatore, grida Lazzaro a te che hai vinto l’Ade

e mi hai fatto risorgere dalla morte COL TUO COMANDO!

 

Mi hai rivestito, oh Salvatore, del corpo di fango

mi hai inspirato la vita e ho visto la tua Luce.

mi hai fatto risorgere dalla morte COL TUO COMANDO!

 

Tu hai vivificato la forma inanimata della mia carne,

Tu hai legato insieme, oh Salvatore, le mie ossa e i miei nervi

mi hai fatto risorgere dalla morte COL TUO COMANDO!

Dopo aver squarciato, oh Salvatore, il ventre insaziabile dell’Ade

con la tua Potenza mi hai strappato

e fatto risorgere dalla morte COL TUO COMANDO!

 

Triade Santa, io glorifico la tua Misericordia!

Abbi pietà delle anime nostre, di noi che inneggiamo a Te!

Santa Pasqua di Risurrezione a tutti e tutte.

Dio vi benedica!

Don Tonino

UFFICIO PER LA VITA CONSACRATA
Telefono 0669886217
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